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Btp Futura 3, il ritorno: il periodo di vita si allunga a 16 anni, restano struttura a scalini e premio fedeltà
31 Mar, 2021

Lunedì 29 marzo il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato la terza emissione del Btp Futura, destinata al “sostegno della ripresa economica post Covid-19 e della campagna di vaccinazioni”. Il Btp Futura resta l’unica obbligazione emessa dal Tesoro italiano rivolta unicamente alla clientela retail, ovvero i piccoli risparmiatori privati e similari. Questa tranche verrà collocata da lunedì 19 aprile a venerdì 23 aprile 2021 e, come per le precedenti emissioni, non prevede un tetto alle sottoscrizioni. Il Mef soddisferà per intero la domanda degli investitori, tenendo tuttavia per sé la facoltà di poter chiudere anticipatamente l’emissione (eventualità che nelle prime due tranche non si è verificata).

In questa terza tranche il Btp Futura conserva la struttura cedolare step-up delle precedenti emissioni, apportando tuttavia una modifica sostanziale al periodo di vita del titolo. Quest’ultima è stata infatti sensibilmente allungata a 16 anni, il doppio rispetto alla precedente (8 anni) e comunque superiore alla prima emissione (10 anni). La struttura a “scalini” del tasso cedolare rappresenta un’altra delle peculiarità di questo prodotto finanziario, rispetto a quella dei Btp tradizionali (prettamente a tasso fisso prestabilito oppure indicizzati all’inflazione, come il Btp€i), confermata anche per la terza emissione. Per la precisione, il Btp Futura avrà cedole nominali semestrali “calcolate sulla base di tassi fissi predeterminati e crescenti nel tempo”. Nei primi 4 anni di vita del titolo è previsto un certo tasso cedolare fisso, che aumenterà una prima volta nei 4 anni successivi (dal quinto all’ottavo anno), una seconda volta per i 4 anni successivi (dal nono al dodicesimo anno) e una terza volta fino a scadenza. Questi tassi cedolari al momento non si conoscono e verranno comunicati ufficialmente solo al termine delle sottoscrizioni. Il Mef comunicherà tuttavia la serie dei tassi cedolari minimi garantiti soltanto venerdì 16 aprile 2021, il fine settimana che precede la settimana dedicata alle sottoscrizioni, mentre quelli definitivi “saranno annunciati alla chiusura del collocamento, il giorno venerdì 23 aprile 2021, e non potranno comunque essere inferiori ai tassi cedolari minimi garantiti comunicati all’avvio del collocamento. Il tasso cedolare dei primi 4 anni resterà invariato, mentre in base alle condizioni di mercato potranno essere rivisti a rialzo, al termine dell’emissione, solo i tassi successivi al primo”.

Tratto distintivo dell’obbligazione è anche il premio fedeltà, strettamente legato alla natura retail e all’obiettivo del Mef: emettere un titolo destinato principalmente al risparmio e a soggetti propensi a detenerlo per tutto il periodo di vita. Visti i 16 anni complessivi, il Mef ha optato per un premio che verrà erogato in due momenti differenti. Gli investitori che deterranno il titolo dall’emissione alla fine dei primi otto anni di vita matureranno un premio minimo garantito pari allo 0,4% del capitale investito, fino ad un massimo dell’1,2%. Il tasso verrà calcolato in base alla media del tasso di crescita del Pil italiano registrato nei primi otto anni di vita del titolo. Nei secondi otto anni, dal nono al sedicesimo, cambiano le modalità. Gli investitori che a scadenza avranno detenuto il titolo sin dalla sottoscrizione e senza soluzione di continuità riceveranno un secondo premio fedeltà basato su due componenti differenti. La prima componente del premio verrà calcolata sulla base della media del tasso di crescita del Pil registrato nei primi otto anni di vita del titolo con premio minimo garantito dello 0,6% fino ad un massimo di 1,8%. La seconda componente verrà calcolata invece in base alla crescita del Pil dal nono al sedicesimo (e ultimo) anno di vita del titolo, con un premio minimo garantito dell’1% fino ad un massimo del 3% del capitale investito. Chi sottoscriverà il titolo (nella settimana tra il 19 e il 23 aprile 2021) non sarà soggetto a commissioni, ma sul rendimento resta la tassazione agevolata per i titoli di Stato del 12,5% in ogni caso (con esenzione dalle imposte di successione, su cedole e premio fedeltà).

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